Piatto con Ercole e Cerbero

1532

Ceramica, maiolica, (cotto porcellanato)

Diametro: 27 cm

San Pietroburgo, The State Hermitage Museum

Iscrizioni:
Sul retro è riportata in blu la seguente iscrizione: “Contr al trifauce can Hercoleuitto. 1532”
Note:
Il piatto si presenta nel complesso in buone condizioni conservative; il bordo è stato restaurato e sono presenti alcune screpolature.
Provenienza:
Collection of M. P. Botkin, Petrograd. 1920
Esposizioni:
Faenza, cat. 43.
Bibliografia:
Botkin 1911; Ballardini 1938; Kube 1976; Lessmann 1979; Join-Dieterle 1984; Rasmussen 1987; Ivanova 2003.
Commento dell’opera:
il soggetto di questa coppa, dalla forma piatta e con il bordo piegato verso l’interno, è preso dal IX Libro delle Metamorfosi di Ovidio, e appunto si può vedere Ercole, presentato come un nudo possente e dalla grande muscolatura vigorosa coperto sul capo dalla pelle del leone Nemeo, frutto della sua prima fatica, che con una clava sta per colpire Cerbero, il mitologico e spaventoso guardiano dell’Ade, che in genere viene raffigurato come un essere dal corpo di cane, con tre teste e la coda di serpente, anche se in questo particolare caso la coda è come quella di un cane, anzi colpisce piuttosto la potente e massiccia muscolatura delle cosce e delle zampe posteriori dell’animale, dalle fattezze quasi equine. Si tratta dell’undicesima delle celebri dodici fatiche.
In basso in primo piano, ai piedi di Ercole vi è un uomo riverso a terra, visto di scorcio, e potrebbe essere identificato come Menoete. Sulla sinistra, in alto, appare Satana: ha le sembianze d’un uomo con le orecchie e le corna caprine e la barba, e dietro di lui arrivano sulla scena in primo piano delle fiamme di un color arancio vivo e acceso da tocchi e lumeggiature d’un giallo brillante. Sullo sfondo, alle spalle di Ercole, si scorge una città vista in lontananza.
Come per la maggior parte delle sue opere, Xanto utilizza un vasto repertorio di fonti iconografiche date da incisioni coeve, in questo preciso caso la figura di Ercole è ripresa da una incisione di Gian Giacomo Caraglio raffigurante Ercole sconfigge Cerbero (Bartsch 28, p. 183, n. 44), alle famose imprese dell’eroe mitologico il Caraglio ha dedicato una serie di sei incisioni. Da questa stampa, Xanto ha mutuato sicuramente la figura di Ercole, ma anche quella dell’uomo riverso a terra, sebbene nel maestro incisore sia presentato come un corpo nudo, come pure l’idea delle fiamme che vengono ad invadere fluttuanti la scena in cui si sta svolgendo la mitica impresa.

[C.G.]

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