La Storia del Re Anius

LA STORIA DEL RE ANIUS

La Storia del Re Anius
La Storia del Re Anius

1532

PIATTO

Ceramica, maiolica (cotto porcellanato)

Diametro: 26,4 cm

New York, The Metropolitan Museum of Art

Iscrizioni:
Sul verso, nella zona centrale è presente lo stemma della famiglia fiorentina Pucci recante un moro di profilo con una fascia bianca sulla fronte sulla quale sono impressi tre martelli, simbolo dell’antico mestiere della famiglia, sormontato da un ombrellino papale. Il servizio Pucci è uno dei più grandi servizi istoriati del Rinascimento italiano che oggi ci restano.
Sul retro, nella zona centrale è presente un’iscrizione di color blu: “1532 / Dil Re Anio le figlie / i piu Colombe / Nel .XIII. L: d Ouidio Met. / fra Xanto .A / da Rouigo, i / Vrbino”.

Note:
Il piatto si presenta in buone condizioni conservative.

Provenienza:
Di proprietà di T. M. Whitehead, Londra, 1850 • passato poi ad Alfred Israel Pringsheim, Monaco, e successivamente a Zurigo (1850-1941) • venduto da Sotheby’s, Londra, l’8 Giugno 1939, lotto 184 • acquistato da Robert Lehman presso le gallerie Goldschmidt di New York nel 1939.

Esposizioni:
Londra 1850 n.558; Cambridge 1939 n.42.

Bibliografia:
Franks 1859; Von Falke 1914-1923; Borenius 1930; Sotheby’s, 8 Giugno 1939 (vendita Pringsheim), lotto n. 184; Triolo 1988; Rasmussen 1989; Wilson 1993; Triolo 1996.

Commento dell’opera:
La fonte per interpretare correttamente l’episodio raffigurato sul piatto viene riferita esplicitamente dallo stesso autore sul retro, e si tratta del XIII Libro delle Metamorfosi di Ovidio, ovvero una fonte che è possibile inserire nel gruppo della lirica. Tale storia non viene raffigurata così spesso e racconta di Anio, figlio di Apollo e primo sacerdote della città di Delo, e di Reo, figlia di Stafilo, il quale appena apprese la notizia che la figlia attendeva un bambino, e non credendo che il responsabile fosse Apollo ma un comune amante, la chiuse entro una cassa e la gettò in mare; qui il bambino, grazie all’intervento di Apollo, nacque lo stesso e rimase in vita. Anio, sposo di Dorippa, ebbe tre figlie: Spermo, Eno ed Eliade; ed ebbe anche un figlio: Androne, che divenne il re della città di Andro e, come il padre, possedeva poteri divinatori. I nomi delle tre figlie ricordavano rispettivamente quelli del grano, del vino e dell’olio; e ciò è da ricondurre al potere ricevuto dal loro antenato Dioniso di far scaturire dal suolo appunto olio, grano e vino.
L’episodio qui raffigurato è legato all’episodio in cui il padre offrì le sue tre figlie ai Greci che si accingevano a partire per la Guerra di Troia, in quanto era a conoscenza, grazie alle sue virtù profetiche, che sarebbe durata per ben dieci anni. In un primo momento i Greci rifiutarono, ma dato il prolungarsi della guerra, Agamennone mandò Ulisse e Menelao alla loro ricerca affinché potessero provvedere a rifornire l’esercito; i due però nonostante avessero accettato, si stancarono e fuggirono, costringendo i Greci a supplicare Dioniso di proteggerli. Dioniso intervenne a questo punto trasformandole in colombe, giacché nell’isola di Delo era proibito uccidere questi animali. Considerando l’intero servizio Pucci, si tratta qui di una delle quattro trasformazioni raffigurate nel servizio stesso.
Per la figura di Dioniso, Xanto si rifà ad una stampa di Marcantonio Raimondi con Un giovane e un sacerdote di Bacco (Bartsch 26, p. 282, n. 294), probabilmente a sua volta ripreso da Giulio Romano; e ciò spiegherebbe la posa alquanto strana del Dioniso dipinto sul piatto.
Le figure delle figlie di Anio invece provengono dalla stampa di Gian Giacomo Caraglio presa da Rosso Fiorentino raffigurante La contesa tra le Muse e le Pieridi (Bartsch 28, p. 192, n. 53); ma qui Xanto aggiunge delle vesti alle fanciulle. Si tratta di una stampa tra le preferite dell’Avelli come fonte di ispirazione per i suoi motivi.
Sul verso del piatto, nella zona centrale è presente lo stemma della famiglia fiorentina Pucci, recante un moro di profilo con una fascia bianca sulla fronte sulla quale sono impressi tre martelli, simbolo dell’antico mestiere della famiglia, sormontato da un ombrellino papale. Il servizio Pucci è uno dei più grandi servizi istoriati del Rinascimento italiano che oggi ci restano. Il servizio era composto da un totale di trentasette pezzi, purtroppo oggi lo si conosce in modo incompleto. Per il servizio Pucci, l’Avelli pare si sia ispirato ad un gruppo di categorie letterarie compreso tra l’epica, la lirica e la storia.

[C.G.]

Su gentile concessione del Metropolitan Museum of Art di New York.

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