Ippolito fugge dalla collera di Teseo

Francesco Xanto Avelli
(Rovigo, c. 1487 – Urbino, c. 1542)
IPPOLITO FUGGE DALLA COLLERA DI TESEO
1527-1528
TONDINO
Ceramica, maiolica, (cotto porcellanato)
Diametro: 27,1 cm
Londra, Wallace Collection
Iscrizioni:
Sul retro in inchiostro blu: “phedra da amore et / da luxuriaoppresa / sporcitia y”.
Note:
Tre pezzetti si sono rotti dal bordi inferiore e sono stati reintegrati e la mano sinistra di Fedra è stata recentemente ritoccata.
Provenienza:
Principe Napoleon
Esposizioni:
Londra 2007, cat. n.24
Bibliografia:
Norman 1976; Mallet 2007.
Commento dell’opera:
la storia istoriata in questo tondino è narrata da Ovidio sia nel Libro XV delle Metamorfosi sia nel Libro VI dei Fasti: Fedra, moglie di Teseo, rappresentata nuda con solamente un mantello sulle spalle sulla sinistra, si innamora perdutamente del figliastro Ippolito, il quale però la rifiuta che provoca una forte ripicca nella donna che denuncia il fatto al marito. Sotto gli occhi di Fedra, Teseo, armato di scimitarra e scudo rotondo, dunque rincorre il figlio, che si vede qui fuggire su un cocchio, che però si rovescia nel momento in cui i cavalli vengono spaventati da un mostro marino: Ippolito perde la vita, ma viene riportato in vita da Esculapio.
Per questo tondino non è stata ritrovata alcuna stampa che fosse una fonte iconografica, dunque si può ipotizzare che il disegno e la composizione siano totalmente il frutto dell’invenzione del giovane Xanto.
Su gentile concessione della Wallace Collection di Londra.